Ciao a un grande e caro Maestro. Il Tc2 piange la scomparsa di Gabriele Palpacelli

palpacelli

Nel mondo del tennis per tanti era il Presidente, ma indistintamente per tutti era il Maestro. La figura di Gabriele Palpacelli ha incarnato perfettamente entrambi i ruoli per cui è diventato conosciutissimo nella sua città, Palermo, nella sua regione che lo ha visto per tanti anni occupare il ruolo di presidente del comitato regionale Sicilia della Federtennis e anche a livello nazionale, dove è stato uno dei consiglieri più apprezzati e carismatici.

Classe 1957, ottimo giocatore da ragazzo, agonista formatosi al Ct Palermo. Grande lottatore, dotato di notevole mobilità e dalla “mano fatata”, soprattutto nell’esecuzione della smorzata, che negli anni è diventata marchio di fabbrica di famiglia, dal figlio Francesco, oggi direttore della Scuola tennis del nostro club, al nipote Marco Cecchinato, che quella morbida esecuzione ereditata dallo zio – suo primo maestro da ragazzino – l’ha mostrata al pubblico tennistico di tutto il mondo, a partire da quello del Roland Garros.

Gabriele, dopo aver fatto conoscere le sue doti come maestro e organizzatore già dai tempi dell’Omeostasi, club mitico a Palermo, soprattutto per essere l’unico circolo a quell’epoca dotato di campi coperti, e successivamente al Kalta già ben coadiuvato dal nostro Fabio Cocco, è approdato all’inizio degli anni Duemila al Tennis Club Palermo 2, dando grande impulso alla Scuola tennis successivamente lasciata in eredità al figlio Francesco, e dimostrandosi anche grande organizzatore in occasione del Campus estivo dedicato ai giovanissimi che ogni anno affollano i nostri campi.

Di Gabriele, per i frequentatori assidui del club, rimarrà soprattutto il ricordo indelebile di lui come Maestro, d’altronde più di metà della Palermo tennistica formatasi per oltre un ventennio dalla fine degli anni ’70 può dire di aver preso per la prima volta la racchetta in mano grazie a lui.

“Aveva ottime doti manageriali, grande capacità comunicativa e diplomazia. Nei primi anni del Duemila lo chiamai per dare una svolta decisiva all’attività agonistica del nostro club”, ricorda Augusto Rizzo. “In questi vent’anni siamo cresciuti insieme, e con noi le nostre rispettive attività – gli impianti e i servizi del club da un lato e la scuola tennis-agonistica dall’altro – che sono sempre andate avanti in perfetta intesa e sinergia. Sono orgoglioso di aver creduto in lui e grato che abbia fatto parte della mia vita, dal punto di vista professionale e come amico. Sono certo che questo sentire fosse condiviso da lui che, senza falsi pudori, non perdeva mai occasione per riconoscermi generosamente il suo affetto e la sua stima, e per ringraziare tutta la dirigenza pubblicamente e privatamente, per il buon lavoro fatto insieme. Ora il testimone passa a Francesco che continuerà a fare un ottimo lavoro. Rivolgo un caloroso abbraccio a tutta la famiglia che piange, insieme a noi tutti, una perdita incolmabile”.

“Ricordo ancora quando insieme ad Augusto frequentavo il Circolo del tennis e lui era un ragazzino innamorato di questo sport”, dice Giuseppe Ferrito. “Col tempo è diventato un maestro scrupoloso e carismatico, capace di formare a sua volta una generazione di maestri di grande professionalità e di far emergere talenti a livello internazionale. È stato e sarà sempre un membro della famiglia del Tc2. Mancheranno tanto la sua signorilità e il suo amore per il tennis. La mia vicinanza a Francesco, Anna e Carolina”.

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